sabato 25 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
Il giudice democratico - B. BRECHT
A Los Angeles davanti al giudice che esamina coloro che vogliono diventare cittadini degli Stati Uniti venne anche un oste italiano. Si era preparato seriamente ma a disagio per la sua ignoranza della nuova lingua, durante l'esame, della domanda: che cosa dice l'ottavo emendamento? rispose esitando:1492.
Poiché la legge prescrive al richiedente la conoscenza della lingua nazionale, fu respinto.
Ritornato dopo tre mesi trascorsi in ulteriori studi, ma ancora a disagio per l'ignoranza della nuova lingua, gli posero la domanda: chi fu il generale che vinse nella guerra civile? La sua risposta fu: 1492.
(Con voce cordiale). Mandato via di nuovo e ritornato una terza volta, alla terza domanda: quanti anni dura in carica il presidente? rispose di nuovo:1492. Orbene il giudice, che aveva simpatia per l'uomo, capì che non poteva imparare la nuova lingua, si informò sul modo come viveva e venne a sapere: con duro lavoro. E allora alla quarta seduta il giudice gli pose la domanda: quando fu scoperta l'America? E in base alla risposta esatta,1492, l'uomo ottenne la cittadinanza.
(Poesie, pp1062 s.)
Poiché la legge prescrive al richiedente la conoscenza della lingua nazionale, fu respinto.
Ritornato dopo tre mesi trascorsi in ulteriori studi, ma ancora a disagio per l'ignoranza della nuova lingua, gli posero la domanda: chi fu il generale che vinse nella guerra civile? La sua risposta fu: 1492.
(Con voce cordiale). Mandato via di nuovo e ritornato una terza volta, alla terza domanda: quanti anni dura in carica il presidente? rispose di nuovo:1492. Orbene il giudice, che aveva simpatia per l'uomo, capì che non poteva imparare la nuova lingua, si informò sul modo come viveva e venne a sapere: con duro lavoro. E allora alla quarta seduta il giudice gli pose la domanda: quando fu scoperta l'America? E in base alla risposta esatta,1492, l'uomo ottenne la cittadinanza.
(Poesie, pp1062 s.)
Davanti al dolore degli altri - S. SONTAG
"L'attuale proliferazione di musei della memoria è il prodotto di un modo di riflettere sullo sterminio della popolazione ebraica in Europa negli anni Trenta e Quaranta e di elaborare il lutto che ha trovato il suo compimento istituzionale nel museo Yad Vashem di Gerusalemme, nel Museo dell'Olocausto di Wahington, nel Museo ebraico di Berlino. Le fotografie e gli altri reperti della Shoah sono stati destinati a una divulgazione perpetua, per far sì che quanto essi mostrano venga per sempre ricordato. Ma le fotografie che documentano la sofferenza e il martirio di un popolo non sono soltanto un momento di morte, sconfitta e persecuzione. Evocano anche il miracolo della sopravvivenza. Mirare alla perpetuazione della memoria significa, inevitabilmente, assumersi il compito di rinnovare continuamente, e di creare, una memoria - con l'aiuto, soprattutto, dell'impronta lasciata da immagini emblematiche. La gente vuole poter visitare - e rinfrescare - la propria memoria"
(p. 84)
(p. 84)
Teoria dei sentimenti morali - A. SMITH
"Supponiamo che il grande impero cinese, con tutte le sue miriadi di abitanti, fosse all'improvviso inghiottito da un terremoto, e pensiamo come rimarrebbe colpito un europeo dotato di umanità, che non avesse alcun legame con quella parte del mondo, nel venire a sapere di questa terribile calamità. Credo che prima di tutto esprimerebbe con molto ardore la sua sofferenza per la sventura di quel popolo infelice; farebbe molte malinconiche riflessioni sulla precarietà della vita umana, e sulla vanità di tutti gli sforzi dell'uomo, che in un attimo possono venire annientati. Forse, se fosse un uomo incline alla speculazione, prenderebbe parte anche a svariati ragionamenti sugli effetti che il disastro potrebbe provocare sul commercio europeo, e sugli scambi e gli affari di tutto il mondo. E quando tutta questa sua raffinata filosofia fosse terminata, quanto tutti questi sentimenti di umanità fossero stati una buona volta espressi, tornerebbe ai suoi affari o al divertimento, riprenderebbe il suo riposo o il suo svago con lo stesso agio e tranquillità di prima, come se nessuna simile catastrofe fosse accaduta. Il minimo guaio che dovesse capitare a lui provocherebbe un disturbo più reale."
(cit., p. 293)
(cit., p. 293)
Cassandra, il mito
Esiste nel patrimonio del mito greco un personaggio del tutto singolare, Cassandra, profetessa "ispirata", figlia del re di Troia Priamo.
Aveva ricevuto, secondo la leggenda più diffusa , il dono profetico da Apollo che, innamorato di lei, aveva promesso di insegnarle ad indovinare il futuro se solo si fosse concessa. Ma la donna, una volta istruita, si sottrasse al dio, che la punì sputandole in bocca e ritirandole non il dono della profezia bensì quello della persuasione. Cassandra dunque per essersi sottratta al volere divino fu condannata ad essere indovina ispirata ma mai ascoltata.
Aveva ricevuto, secondo la leggenda più diffusa , il dono profetico da Apollo che, innamorato di lei, aveva promesso di insegnarle ad indovinare il futuro se solo si fosse concessa. Ma la donna, una volta istruita, si sottrasse al dio, che la punì sputandole in bocca e ritirandole non il dono della profezia bensì quello della persuasione. Cassandra dunque per essersi sottratta al volere divino fu condannata ad essere indovina ispirata ma mai ascoltata.
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